La fabrica de la Sonrisa

 

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Come nasce la fabrica de la Sonrisa

La Fabrica de la Sonrisa è la seconda opera dell’Associazione in Bolivia.

Nel 2008, dopo varie peripezie, si è ultimata la costruzione del nuovo centro d’accoglienza. L’opera è costruita su due piani; al piano terra si trovano alcune stanze, un locale mensa, la cucina, due uffici, una biblioteca e un’infermeria; al primo, invece, ci sono altre stanze, una grande lavanderia, un salone multiuso abbellito da un dipinto di Ivo, una spaziosa veranda e un appartamento per gli amici provenienti dall’Italia.

Questa nuova attività intende promuovere una proposta educativa e scolastica a livello universitario ed è rivolto a ragazze provenienti da famiglie povere dei villaggi della foresta che stiamo sostenendo negli studi. I ragazzi che abitano nella foresta infatti devono percorrere molti chilometri a piedi per raggiungere le scuole e per questo il conseguimento del diploma di maturità è già un vero traguardo.

Questa è un iniziativa e un opportunità rivolta a quelle ragazze che essendosi diplomate desiderano proseguire gli studi ma essendo lontane dalla città non ne avrebbero la possibilità e inoltre le famiglie non potrebbero accollarsi le numerose spese.

Il progetto

Il progetto implica un grande sforzo dal punto di vista economico, poiché l’associazione si impegna a pagare tutte le spese per ogni ragazza (tasse universitarie, libri, trasporti, cure mediche, vitto e alloggio) ha però un senso profondo e lungimirante perché, come ripetiamo sempre, l’istruzione è la base per costruire un futuro migliore in ogni Paese.

Oltre a permettere a delle giovani, che altrimenti non ne avrebbero la possibilità di laurearsi, nel centro la Fabrica de la Sonrisa abbiamo previsto proposte a cui le ragazze possono partecipare per arricchirsi interiormente e spiritualmente e incontri per conoscersi meglio e sognare il loro futuro. Un esempio è il corso biblico, aperto anche ai lavoratori interessati, con l’obiettivo di aiutare ognuno a vivere più profondamente ed attivamente la propria fede. Altri incontri sono stati: “la serata dei talenti” in cui ogni ragazza si è descritta e ha condiviso con le altre i propri doni e le proprie attitudini, il “concorso di lettura”, che oltre a evidenziare le capacità di cronista di alcune ragazze, è stato anche una occasione per trattare e commentare tematiche attuali; proseguono settimanalmente gli incontri di informatica con il professore Horland, e altre figure professionali.

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La missione

Come al centro La Sonrisa, anche qui abbiamo la presenza di una giovane dottoressa che visita periodicamente le studentesse, inoltre presta il suo servizio anche una psicologa che segue e aiuta le ragazze nel loro percorso scolastico.

Sono molte le famiglie delle comunità della foresta che ci hanno chiesto di accogliere le loro figlie. Noi stiamo già lavorando per selezionare le più preparate e mature.

Sarebbe necessario l’ampliamento della biblioteca, che ormai è diventata piccola rispetto al crescente numero di studentesse, e l’acquisto di alcuni computer, che sono attualmente insufficienti.

Stiamo cercando di coinvolgere maggiormente le nostre giovani nella quotidianità del Centro: una studentessa di medicina è la responsabile dell’infermeria; un’altra, che studia sociologia, gestisce la biblioteca; due studentesse in scienze dell’educazione vanno un giorno alla settimana a fare pratica con i bambini de “ la Sonrisa”…

In piena sintonia con la parole di Papa Francesco, nel nostro lavoro di promozione della persona stiamo decisamente favorendo un sostegno indirizzato alle donne. Queste, infatti, rappresentano, insieme ai bambini, l’anello più fragile della società.

Come puoi aiutarci

La spesa sanitaria con cui aiutiamo gli ospiti a curarsi è quella che incide di più sulle nostre uscite; i costi sono alti ed è praticamente impossibile preventivarli a causa delle emergenze.

Con gli anni il Centro La Sonrisa è sempre più conosciuto nella realtà di Santa Cruz: parrocchie, istituzioni sociali, ospedali e comune ci chiedono di accogliere donne e bambini, adolescenti o famiglie con situazioni a rischio.

È importante sottolineare che le donne quando lasciano il Centro vengono seguite per un certo periodo anche all’esterno, fino al raggiungimento di una completa autonomia.