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Repubblica
Centrafricana
Quest’anno
il resoconto lo facciamo raccontare a Padre Aurelio, Parroco di
Bozoum, con il quale collaboriamo per il funzionamento e
sostentamento delle opere che abbiamo costruito nel villaggio.
Riportiamo uno stralcio di un’intervista rilasciata dal Missionario.
«La Repubblica Centroafricana è agli ultimi posti delle liste dello
sviluppo e della qualità della vita. Ha vissuto molti anni bui…. Ora
la situazione è più tranquilla, ma due su tutte sono le sfide più
urgenti: la scuola e la sanità. Lo Stato – continua padre Gazzera -
non riesce ad assumere e a pagare gli insegnanti: i maestri statali
sono meno del 20%! Il resto è assicurato dalla Chiesa Cattolica… E
tra malaria, Aids e parassiti, la situazione sanitaria è difficile.
Gli ospedali statali sono pochi, e tutto è a
pagamento… molti non riescono a pagare cure, medicine o
interventi».
Oltre alla Parrocchia, abbiamo un centro per 230 orfani, il
dispensario “Gianpiero Strazzi”(costruito dall’Associazione Aiuti
Terzo Mondo di Lecco a cui è stato aggiunto, grazie al finanziamento
di altri amici, uno studio dentistico), un ufficio che coordina le
attività agricole, una piccola Cassa di risparmio… E soprattutto le
scuole (materna, asilo e scuola media qui in città, per circa 800
alunni; e altre 20 scuole nei villaggi per altri 1800 bambini).
Sin
dal mio arrivo mi ha stupito l’infinità di bambini: serbatoio di
speranza e di crescita.
A vent’anni, Padre Aurelio era già in Centrafrica per uno stage di
un anno. E l’impatto mise a dura prova anche un aitante carmelitano
scalzo di un metro e novanta: «Niente telefono, la posta a
singhiozzo, le comunità di altri missionari a minimo 120 km… E poi
la malaria, il caldo, la missione saccheggiata dai ribelli… Ma io
sono “testun” come i piemontesi: ho un po’ di difficoltà a riuscire
a scoraggiarmi». Ma c’è una ragione più grande: «Qui ho scoperto
quanto Dio mi ama, e quanto ama l’uomo. Mi alzo tutte le mattine con
la voglia di ringraziare»…...
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