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Bolivia
Un altro anno è passato e, come sempre, si cerca di fare una
valutazione del lavoro svolto e di definire i nuovi obiettivi.
L’attività di accoglienza del centro “La Sonrisa” si è fortemente
consolidata e nel corso di questi anni abbiamo potuto constatarne
l’importanza. Risponde ad una urgente e a volte disperata richiesta
di aiuto, offrendo vitto, alloggio e cure mediche, ma soprattutto ha
assunto una missione più profonda, cercando di insegnare i valori
cristiani e di formare la persona. È proprio questo il compito che
ci coinvolge maggiormente e che crea le basi per costruire un futuro
migliore.

La biblioteca edificata lo scorso anno è adesso provvista di libri e
computer: abbiamo potuto acquistare un’ampia varietà di testi di
vari generi e categorie che costituiscono un assortimento completo a
disposizione degli ospiti. Si può trovare un po’ di tutto: libri
educativi, scientifici, biblici, amministrativi, racconti,
dizionari, enciclopedia. Abbiamo cercato di scegliere libri con foto
e caratteri grandi per renderli più attraenti e semplici. Mamme,
bambini, ma anche le educatrici che lavorano con noi, possono
consultare qualsiasi volume. A noi è rimasto il compito di insegnar
loro il comportamento corretto da assumere e il rispetto per il
materiale che si consulta.
Tutti sono affascinati dal computer e stanno imparando a conoscerlo
e usarlo.
Un’assidua frequentatrice della biblioteca è Angelica, una giovane
ragazza che da qualche mese è nostra ospite con i suoi due figli.
Dopo un’adolescenza burrascosa, è riuscita a ritrovare la serenità
ed ora è molto motivata e vuole impegnarsi seriamente per dare una
svolta alla sua vita. Da due mesi ha iniziato a frequentare un
istituto per ottenere un diploma dI programmatrice; studia
assiduamente ed ha già sostenuto due esami ottenendo il massimo dei
voti.
Ogni anno si individuano dei lavori di manutenzione per il Centro,
si cerca di dare priorità a ciò che è più necessario, secondo le
possibilità. L’anno prossimo vorremmo terminare la sistemazione del
parco dei bambini, coprendolo con una tettoia di tegole. In questo
modo si possono conservare le caratteristiche di spazio aperto;
trovando anche un riparo dalle piogge o dal forte sole che
caratterizza il clima di questa bella terra. Anche il refettorio
avrebbe bisogno di qualche modifica. Attualmente presenta un lato
aperto, questa caratteristica, molto gradita agli ospiti che in
genere non amano stare in spazi chiusi, diventa un difetto quando
piove o nei giorni di forte vento, quando la terra ricopre i tavoli.
Abbiamo quindi pensato di dotarlo di tende di materiale plastico
trasparente da poter aprire o chiudere secondo le esigenze.
Come da programma, siamo riusciti a incentivare la prevenzione
igienico-sanitaria e ci stiamo organizzando per garantire ai bambini
un adeguato esame odontoiatrico associato a fluoro-terapia.
Siamo soddisfatti del lavoro che stiamo svolgendo e i risultati ce
lo dimostrano…Alcune donne, con alle spalle situazioni difficili e
che per questo sono rimaste con noi vari anni., si sono reinserite
nella società, dimostrando equilibrio, capacità di organizzazione e
abilità nella professione che hanno imparato. Un esempio è Aida che,
dopo sei anni, è tornata, con il figlio, nella sua regione d’origine
ed ha trovato un lavoro fisso. I contatti continuano, perché il
reinserimento è un processo che deve essere monitorato soprattutto
all’inizio, ma indubbiamente ci sono buoni risultati .
A dicembre è previsto l’arrivo di Monica, una ragazza proveniente
dal campo, appartenente a una famiglia povera che abbiamo sempre
aiutato. L’abbiamo fatta curare, salvandola, dapprima dalla
tubercolosi e poi da una grave infezione di tifo; adesso è cresciuta
ma ha bisogno di una alimentazione abbondante e corretta,
considerando la sua fragile salute. Il villaggio dove vive non le
offre, inoltre, la possibilità di continuare gli studi, per cui,
considerando le reali difficoltà, la sua maturità e la voglia di
impegnarsi, abbiamo deciso di accoglierla.
Nelle comunità del campo stiamo cercando di consolidare i gruppi di
preghiera e condivisione affinché siano più autonomi e si riuniscano
indipendentemente dalla nostra presenza. In agosto e settembre, i
volontari, accompagnati da Don Andrea e Don Silvio, sono stati
accolti dagli abitanti dei villaggi con gioia e partecipazione.
Luca, Alessandro e Federica si sono impegnati a pitturare le
chiesette rovinate. Insieme abbiamo visitato alcune famiglie che si
trovano in situazioni di grave difficoltà, dove malattie e mancanza
di tutto ciò che è indispensabile la fanno da padroni. Siamo stati
particolarmente impressionati dalla situazione di un padre,
gravemente malato, che vive con i suoi figli sotto un tettuccio di
paglia con un recinto di legni marci. Più si allarga lo sguardo e
più si conoscono nuove realtà di estrema povertà. Già lo scorso anno
avevamo individuato le situazioni più bisognose e urgenti e
speravamo di poter acquistare, per alcune famiglie, un pezzetto di
terra dove costruire una casetta per garantire riparo dalle
intemperie e dai numerosi insetti portatori di gravi patologie.
Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità economica per sostenere
l’opera, speriamo quest’anno di realizzare questo importante
progetto.
Come già detto, nella “Fabbrica de la Sonrisa” alcuni appartamenti
sono occupati dalle ragazze delle comunità rurali che stiamo
appoggiando negli studi universitari. Per fine anno ci saranno altri
nuovi arrivi. Per loro, come per le “vecchie” studentesse, inizierà
un periodo di adattamento e di studio per prepararsi a superare gli
esami di ammissione e,
come per lo scorso anno, saranno aiutate da
una insegnante per le materie più impegnative. Sicuramente non tutte
riusciranno a coronare il loro sogno. Serie difficoltà didattiche o
possibili distrazioni che fanno perdere di vista l’obiettivo sono
sempre in agguato, ma vale la pena fare uno sforzo per garantire a
queste giovani una possibilità. Durante l’anno trascorso si sono
organizzati diversi incontri su differenti tematiche, interessanti e
utili per le ragazze di questa età. Un professore universitario ha
tenuto un “Corso di Leadership”, consegnando un diploma ad ogni
partecipante. È stata una esperienza molto ricca riguardante diversi
rami del sapere con interventi legati alla filosofia,
sociologia e
teologia. Le ragazze ne hanno sicuramente tratto vantaggio, poiché
erano impostati per favorire una partecipazione attiva nella
società, imparando a valorizzare le proprie qualità, superando le
possibili difficoltà e individuando obiettivi e il modo per
raggiungerli.
Settimanalmente le nostre studentesse, che hanno continuamente
bisogno di utilizzare i computer per i loro studi e devono quindi
essere in grado di saperli usare al meglio, frequentano un corso di informatica tenuto dall’insegnante Horland.
Nel mese di giugno è stata organizzata una giornata con le famiglie
delle ragazze. Tutti i famigliari hanno voluto essere presenti ed
hanno partecipato con gioia ai momenti di ricreazione preparati
dalle giovani stesse. Ci sono state numerose occasioni di
condivisione in cui i genitori hanno conosciuto meglio il Centro ed
hanno potuto comprendere il cammino intrapreso dalle loro figlie. In
particolare abbiamo cercato di spiegare come possono contribuire a
mantenere viva nelle ragazze la voglia di impegnarsi con costanza,
senza arrendersi davanti alle difficoltà.
Anche i volontari ,di Lecco e dintorni, che stavano realizzando un
forno a legna nella “Fabbrica de la Sonrisa”, hanno conosciuto le
giovani, in un momento di festa è nata una simpatica sfida canora e
uno scambio di ricette.
Grazie anche alla presenza di Don Silvio è sorto un gruppo di
formazione missionaria con i volontari di Santa Cruz che, nel corso
di questi anni, si sono avvicinati alla nostra opera ed hanno
espresso il desiderio di intraprendere un cammino per vivere più
profondamente il Vangelo. Durante una celebrazione liturgica, don
Silvio ha consegnato loro una Croce, come simbolo d’impegno in
supporto alle nostre attività e di partecipazione agli incontri di
analisi biblica organizzati nel Centro.
Pieni di entusiasmo e speranza per il futuro ci prepariamo ad
aprire, per fine anno, le porte de “la Fabbrica de la Sonrisa” alle
famiglie migranti.
Chiediamo a tutti di continuare ad appoggiarci anche con la
preghiera per poter consolidare la nostra azione verso i più
sofferenti.
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