Dicembre 2010

Bolivia  

Bambini al centro in festaLa missione in Bolivia si è sviluppata ulteriormente con l’apertura del secondo centro d’accoglienza! Naturalmente c’è sempre bisogno di tempo per dare piena  forma  ad un  nuovo progetto e le attenzioni devono essere sempre tante: la ricerca e la formazione del personale, la precisa definizione degli spazi, i mille camUniversitaria studia al centrobiamenti o arrangiamenti dettati dalla quotidianità; in ogni caso continuiamo il nostro cammino…..

Come già anticipato l’anno scorso, abbiamo ospitato in un appartamento de “La Fabrica de la Sonrisa” un primo gruppetto di  ragazze diplomate provenienti da famiglie disagiate delle comunità rurali, per dar loro la possibilità di continuare a studiare frequentando l’università. Dopo un primo momento di vera e propria esplorazione della realtà di Santa Cruz, le abbiamo accompagnate a  iscriversi agli esami di ammissione. Simone dipinge la biblioteca nel centro nuovoTutte, qualcuna alla prima, altre alla seconda opportunità, sono state accettate alle facoltà scelte. Ci sono stati comprensibili momenti di agitazione e sconforto, poi superati e sostituiti da una grande felicità con tanta voglia di mettersi in gioco, consapevoli di avere una possibilità per il futuro. Siamo molto contenti di queste giovani che si stanno impegnando seriamente e che per ora hanno ottenuto buoni risultati. Ogni giorno bisogna recuperare libri, attrezzature e materiale di ogni genere, ma, tra odontoiatria, informatica, scienze infermieristiche, agronomia, psicopedagogia …, non poteva essere diversamente!

L’anno prossimo metteremo a disposizione altri due  appartamenti del nuovo centro per accogliere altre giovani. Saranno nuovamente organizzati seminari nei villaggi del campo per informare e in seguito conoscere e selezionare le nuove diplomate cui sarà data questa opportunità. Per noi tale progetto implica un grande sforzo: non si tratta solo di mantenere queste giovani, ma anche di garantire loro la possibilità di muoversi liberamente nella città, acquistare libri, materiale didattico e soprattutto pagare le rette delle universitRiunioni al campoà, che per alcuni indirizzi implicano dei costi molto elevati. È una sfida importantissima, che è giusto sostenere e incoraggiare, perché siamo convinti, come abbiamo sempre detto, che l’istruzione sia il modo più valido per costruire il futuro di un Paese.

Don Andrea e Don Silvio celebrano la S. MessaLe riunioni nelle Comunità del campo continuano con incontri periodici e con la partecipazione attiva di un numero sempre maggiore di persone. Quest’anno, grazie alla presenza di Don Silvio e Don Andrea,  è stato possibile celebrare la Santa Messa e il Sacramento della confessione anche in villaggi che generalmente rimangono  senza l’appoggio di un prete. A Potrerito la comunità, che  si era impegnata per la raccolta di fondi e  la  costruzione della propria cappella, ha lavorato con determinazione. Dipinto nella chiesa di Potrerito Nel mese di settembre si sono organizzati per accogliere due volontari, artisti di Saronno, Chiara P. e Simone, che hanno  abbellito la chiesa  con due dipinti raffiguranti  San Giuseppe con Gesù e la Madonna. Mancano ancora il pavimento, le finestre e piccole rifiniture, ma sicuramente sarà terminata nei  primi mesi del 2011.  A Pozo Colorado il mulino funziona a pieno ritmo e agli abitanti non mancano mai entusiasmo e idee. In particolare è sempre vivo il desiderio di dar vita a una cooperativa per l’allevamento di maiali, ma, per mancanza di fondi, non si è ancora potuto realizzare il progetto. Per poter sviluppare pienamente questa attività, bisognerebbe comprare un terreno, recintarlo, portarvi acqua e luce e magari edificare una piccola struttura che dia riparo agli animali e serva per  custodire eventuali attrezzature. Nel villaggio di Villarosario è stato emozionante il coinvolgimento dei giovani, che si sono impegnati nella ristrutturazione della cappella che era veramente in cattivo stato.  In tutte le comunità sono presenti gruppi di preghiera che ci sostengono e accompagnano nei mille sentieri  in mezzo alla foresta, ci fanno conoscere le situazioni di estrema povertà e difficoltà a cui portiamo aiuto alimentare e sanitario. Abbiamo anche individuato alcune famiglie più sfortunate con situazioni di gravi malattie che rendono ancora più dure le condizioni di vita. Per loro vorremmo acquistare un terreno su cui cParco rifattoostruire piccole casette, per garantire un po’ di igiene e cercare di allontanare gli insetti, vettori di patologie importanti, che si annidano nei tetti di paglia o nelle pareti di terra.

Ne “La Sonrisa”, primo centro d’accoglienza, si continua a lavorare con amore e dedizione. All’inizio dell’anno abbiamo pavimentato con un mattone speciale per parchi la zona del giardino, usata dai bambini nei momenti di ricreazione. La manutenzione si è resa indispensabile perché, anche dopo una leggera pioggia, si formava fango impedendo qualsiasi attività esterna.

Con un enorme sforzo finanziario abbiamo costruito una biblioteca; siamo convinti che ci fosse realmente bisogno di uno spazio dove poter  consultare un libro, fare una ricerca o i compiti senza essere disturbati  e distratti  da persone che stanno svolgendo altre attività, come succedeva nel salone multiuso.  Questa necessità si è fatta chiaramente più urgente considerando l’età delle donne accolte: sono spesso già madri, con alle spalle situazioni familiari disastrose, ma sono ragazze quasi tutte in età scolare e non far loro continuare gli studi significherebbe limitare le opportunità future.  Per ora mancano ancora libri e due computer, ma speriamo di riuscire ad acquistarli  per il prossimo anno.

Nuova biblioteca a "La Sonrisa" Dipinto sulla nuova biblioteca

Siamo molto contenti per i risultati ottenuti nel campo educativo; da quest’anno siamo riusciti ad avere un importante  riconoscimento del lavoro svolto nella “lotta contro l’analfabetismo”, che ci permette di consegnare alle nostre donne un diploma di classe elementare. Le ospiti che frequentano il corso di taglio e cucito hanno potuto specializzarsi ulteriormente grazie all’introduzione di due macchine da cucire semi-industriali: hanno imparato ad utilizzarle confezionando articoli con lavorazioni originali e ben rifinite. Nel mese di settembre in occasione del bicentenario di Santa Cruz, è stata organizzata una festa. Chiara e Simone, allestendo  una piccola scenografia, hanno aiutato alla realizzazione di una sfilata in cui le donne hanno mostrato  i loro lavori. Naturalmente continuano anche tutte le altre attività di formazione interne ed esterne al centro: Patrizia,  nonostante l’impegno con i suoi quattro figli, è riuscita a perfezionarsi nella lavorazione della porcellana fredda, Maria ha iniziato a  frequentare  con entusiasmo la scuola di parrucchiera, Aida, con noi da tanti anni, sta seguendo corsi biblici e vorrebbe inserirsi nella vita della parrocchia …  

Ospiti del centro con le macchine semi-industriali Partecipanti alla sfilata di moda

Per il prossimo anno vorremmo incentivare e puntare sulla prevenzione igienico-sanitaria  offrendo ai bambini un maggior coChira con fiori in porcellana freddantrollo dentistico e alle madri un più approfondito controllo ginecologico. A gennaio 2011, Tommasina, ospite del “vecchio centro”, che si è specializzata nella scuola di alta pasticceria e culinaria si occuperà del panificio che verrà aperto ne “la Fabrica de la Sonrisa” e coinvolgerà  in questa attività le famiglie migranti accolte.

Valutando i mille spostamenti  per le vie della città che ogni giorno facciamo con le donne e i loro bambini e le future attività del panificio, vorremmo comprare  un piccolo pulmino usato.

Come è avvenuto lo scorso anno per Amanda, che ora ha trovato un lavoro regolare ed  è  completamente indipendente, nel mese di dicembre  alcune ospiti, con i loro figli, saranno  pronte per lasciare il Centro, ma non possiamo lasciarle sole: per prima cosa le aiuteremo a trovare e a pagare per i primi mesi l’affitto di un locale e provvederemo all’arredamento. Le accompagneremo con incontri periodici e sostegno materiale in tutto il processo di graduale reinserimento nella società fino alla completa autonomia: lavoro oneroso, ma indispensabile perché altrimenti  rischierebbero di ricadere in situazioOscar e Laura con Sandrani di pericolo. Chi è pronto a “prendere il volo” lascia il posto ad altri….Proprio in questi giorni hanno chiesto il nostro aiuto e ci stiamo organizzando  per ricevere  Sandra e  sua figlia, che arrivano da un villaggio a 200 chilometri nella foresta di Santa Cruz. La mamma è una donna disabile caratterizzata da una grande forza di volontà che le ha permesso di far crescere la sua piccola Guadalupe di  5 anni. Attualmente stanno vivendo un momento molto critico e hanno  entrambe problemi di salute.

È anche grazie al vostro aiuto che è possibile accoglierle e con loro accogliere tante persone in difficoltà, cercare di soddisfare  i loro bisogni primari, ma anche restituire la dignità, un sorriso, una speranza.

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