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Bolivia
La
missione in Bolivia si è sviluppata ulteriormente con l’apertura del
secondo centro d’accoglienza! Naturalmente c’è sempre bisogno di
tempo per dare piena forma ad un nuovo progetto e le attenzioni
devono essere sempre tante: la ricerca e la formazione del
personale, la precisa definizione degli spazi, i mille cam biamenti
o arrangiamenti dettati dalla quotidianità; in ogni caso continuiamo
il nostro cammino…..
Come già anticipato
l’anno scorso, abbiamo ospitato in un appartamento de “La Fabrica de
la Sonrisa” un primo gruppetto di ragazze diplomate provenienti da
famiglie disagiate delle comunità rurali, per dar loro la
possibilità di continuare a studiare frequentando l’università. Dopo
un primo momento di vera e propria esplorazione della realtà di
Santa Cruz, le abbiamo accompagnate a iscriversi agli esami di
ammissione.
Tutte, qualcuna alla prima, altre alla seconda
opportunità, sono state accettate alle facoltà scelte.
Ci sono stati comprensibili momenti di agitazione e sconforto, poi
superati e sostituiti da una grande
felicità con tanta voglia di mettersi in gioco, consapevoli di avere
una possibilità per il futuro.
Siamo molto contenti di queste giovani che si stanno impegnando
seriamente e che per ora hanno ottenuto buoni risultati. Ogni giorno
bisogna recuperare libri, attrezzature e materiale di
ogni genere, ma, tra odontoiatria,
informatica, scienze infermieristiche, agronomia, psicopedagogia …,
non poteva essere diversamente!
L’anno prossimo
metteremo a disposizione altri due appartamenti del nuovo centro
per accogliere altre giovani. Saranno nuovamente organizzati
seminari nei villaggi del campo per
informare e in seguito conoscere e selezionare
le nuove diplomate cui sarà data
questa opportunità. Per noi tale progetto implica un grande sforzo:
non si tratta solo di mantenere queste giovani, ma anche di
garantire loro la possibilità di muoversi liberamente nella città,
acquistare libri, materiale didattico e soprattutto pagare le rette
delle universit à,
che per alcuni indirizzi implicano dei costi molto elevati. È una
sfida importantissima, che è giusto sostenere e incoraggiare, perché
siamo convinti, come abbiamo sempre detto, che l’istruzione sia il
modo più valido per costruire il futuro di un Paese.
Le
riunioni nelle Comunità del campo continuano con incontri periodici
e con la partecipazione attiva di un numero sempre maggiore di
persone. Quest’anno, grazie alla presenza di Don Silvio e Don
Andrea, è stato possibile celebrare la Santa Messa e il Sacramento
della confessione anche in villaggi che generalmente rimangono
senza l’appoggio di un prete. A Potrerito la comunità, che si era
impegnata per la raccolta di fondi e la
costruzione
della propria cappella, ha lavorato con determinazione.
Nel
mese di settembre si sono organizzati per accogliere due volontari,
artisti di Saronno, Chiara P. e Simone, che hanno abbellito la
chiesa con due dipinti raffiguranti San Giuseppe con Gesù e la
Madonna. Mancano ancora il pavimento, le finestre e piccole
rifiniture, ma sicuramente sarà terminata nei primi mesi del 2011.
A Pozo Colorado il mulino funziona a pieno ritmo e agli abitanti non
mancano mai entusiasmo e idee. In particolare è sempre vivo il
desiderio di dar vita a una cooperativa per l’allevamento di maiali,
ma, per mancanza di fondi, non si è ancora potuto realizzare il
progetto. Per poter sviluppare pienamente questa attività,
bisognerebbe comprare un terreno, recintarlo, portarvi acqua e luce
e magari edificare una piccola struttura che dia riparo agli animali
e serva per custodire eventuali attrezzature. Nel villaggio di
Villarosario è stato emozionante il coinvolgimento dei giovani, che
si sono impegnati nella ristrutturazione della cappella che era
veramente in cattivo stato. In tutte le comunità sono presenti
gruppi di preghiera che ci sostengono e accompagnano nei mille
sentieri in mezzo alla foresta, ci fanno conoscere le situazioni di
estrema povertà e difficoltà a cui portiamo aiuto alimentare e
sanitario. Abbiamo anche
individuato alcune famiglie più sfortunate con situazioni di gravi
malattie che rendono ancora più dure le condizioni di vita. Per loro
vorremmo acquistare un terreno su cui c ostruire
piccole casette, per garantire un po’ di igiene e cercare di
allontanare gli insetti, vettori di patologie importanti, che si
annidano nei tetti di paglia o nelle pareti di terra.
Ne “La Sonrisa”,
primo centro d’accoglienza, si continua a lavorare con amore e
dedizione. All’inizio dell’anno abbiamo pavimentato con un mattone
speciale per parchi la zona del giardino, usata dai bambini nei
momenti di ricreazione. La manutenzione si è resa indispensabile
perché, anche dopo una leggera pioggia, si formava fango impedendo
qualsiasi attività esterna.
Con un enorme sforzo
finanziario abbiamo costruito una biblioteca; siamo convinti che ci
fosse realmente bisogno di uno spazio dove poter consultare un
libro, fare una ricerca o i compiti senza essere disturbati e
distratti da persone che stanno svolgendo altre attività, come
succedeva nel salone multiuso. Questa necessità si è fatta
chiaramente più urgente considerando l’età delle donne accolte: sono
spesso già madri, con alle spalle situazioni familiari disastrose,
ma sono ragazze quasi tutte in età scolare e non far loro continuare
gli studi significherebbe limitare le opportunità future. Per ora
mancano ancora libri e due computer, ma speriamo di riuscire ad
acquistarli per il prossimo anno.
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Siamo molto contenti
per i risultati ottenuti nel campo educativo; da quest’anno siamo
riusciti ad avere un importante riconoscimento del lavoro svolto
nella “lotta contro l’analfabetismo”, che ci permette di consegnare
alle nostre donne un diploma di classe elementare. Le ospiti che
frequentano il corso di taglio e cucito hanno potuto specializzarsi
ulteriormente grazie all’introduzione di due macchine da cucire
semi-industriali: hanno imparato ad utilizzarle confezionando
articoli con lavorazioni originali e ben rifinite. Nel mese di
settembre in occasione del bicentenario di Santa Cruz, è stata
organizzata una festa. Chiara e Simone, allestendo una piccola
scenografia, hanno aiutato alla realizzazione di una sfilata in cui
le donne hanno mostrato i loro lavori. Naturalmente continuano
anche tutte le altre attività di formazione interne ed esterne al
centro: Patrizia, nonostante l’impegno con i suoi quattro figli, è
riuscita a perfezionarsi nella lavorazione della porcellana fredda,
Maria ha iniziato a frequentare con entusiasmo la scuola di
parrucchiera, Aida, con noi da tanti anni, sta seguendo corsi
biblici e vorrebbe inserirsi nella vita della parrocchia …
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Per il
prossimo anno vorremmo incentivare e puntare sulla prevenzione
igienico-sanitaria offrendo ai bambini un maggior co ntrollo
dentistico e alle madri un più approfondito controllo ginecologico.
A gennaio 2011, Tommasina, ospite del “vecchio centro”, che si è
specializzata nella scuola di alta pasticceria e culinaria si
occuperà del panificio che verrà aperto ne
“la Fabrica de la Sonrisa”
e coinvolgerà in questa attività le famiglie migranti accolte.
Valutando i mille
spostamenti per le vie della città che ogni giorno facciamo con le
donne e i loro bambini e le future attività del panificio, vorremmo
comprare un piccolo pulmino usato.
Come è avvenuto lo
scorso anno per Amanda, che ora ha trovato un lavoro regolare ed è
completamente indipendente, nel mese di dicembre alcune ospiti, con
i loro figli, saranno pronte per lasciare il Centro, ma non
possiamo lasciarle sole: per prima cosa le aiuteremo a trovare e a
pagare per i primi mesi l’affitto di un locale e provvederemo
all’arredamento. Le accompagneremo con incontri periodici e sostegno
materiale in tutto il processo di graduale reinserimento nella
società fino alla completa autonomia: lavoro oneroso, ma
indispensabile perché altrimenti rischierebbero di ricadere in
situazio ni di pericolo. Chi è pronto a “prendere il volo” lascia il
posto ad altri….Proprio in questi giorni hanno chiesto il nostro
aiuto e ci stiamo organizzando per ricevere Sandra e sua figlia,
che arrivano da un villaggio a 200 chilometri nella foresta di Santa
Cruz. La mamma è una donna disabile caratterizzata da una grande
forza di volontà che le ha permesso di far crescere la sua piccola
Guadalupe di 5 anni. Attualmente stanno vivendo un momento molto
critico e hanno entrambe problemi di salute.
È anche grazie al vostro aiuto che è possibile accoglierle e con
loro accogliere tante persone in difficoltà, cercare di soddisfare
i loro bisogni primari, ma anche restituire la dignità, un sorriso,
una speranza.
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