14 Novembre 2009

15 ANNI DI MISSIONE

 

      

 

      Africa… Chissà quante immagini vengono alla mente quando si legge “Africa”! Per me e per mia moglie Laura, l’Africa è, oltre ogni immaginazione, quel richiamo che Dio ha messo nel nostro cuore per farci abbracciare un’avventura infinitamente più grande: la missione. Dal 14 novembre 1994, data ufficiale della nascita della nostra piccola Associazione Aiuti Terzo Mondo, tante persone ci hanno conosciuto ed aiutato, condividendo, nelle forme più diverse, un po’ di quell’essere missionario che riempie il nostro cuore e le scelte della nostra vita. Il tutto parte da Bozoum, nel cuore dell’Africa, dove la vita condivisa con la gente del villaggio, insieme ai Padri Carmelitani e alle Suore ci ha portato immediatamente davanti agli occhi i bisogni di tanti nostri fratelli e sorelle che, necessitano di quello che per noi è basilare… ma là non c’è. E’ così che nasce l’idea di costruire un “Centro di Sanità” proprio a Bozoum e poi un’altro a Bossentelè…, una scuola a Toumì, un Centro Professionale per donne a Baorò, un asilo, un ponte, un allevamento di bestiame… Le idee certo non mancano e tanti amici, da Lecco e da tanti altri luoghi del nostro paese continuano ad aiutarci economicamente e ci sostengono venendoci anche a trovare regolarmente per una serie di esperienze missionarie e di campi di lavoro… Ormai tra l’Italia e la Repubblica Centrafricana c’è un ponte che da 15 anni ininterrottamente collega persone di culture completamente diverse, ma unite dall’Amore che non può stare a guardare quando un fratello soffre per la mancanza di tutte le cose per noi basilari nella vita di ogni giorno.

    

      Nel 1999 la nostra famiglia sente il desiderio di crescere e, nella prospettiva di poter dare un’educazione basilare ai figli che Dio ci avrebbe donato, accanto al desiderio di aprire sempre più gli orizzonti missionari dell’Associazione, inizia l’avventura in Uruguay. Lasciare una terra che si è imparato ad amare e tante persone con cui hai condiviso anni della tua vita non è mai facile… ma quando sai a chi lasci quanto hai costruito con tanta fatica, anche partire di nuovo per una nuova meta diventa un po’ meno faticoso. E’ così che, assicurati tutti i progetti costruiti nelle mani fidate dei Padri e delle Suore missionarie, arriva la forza per raggiungere il “Barrio della Teja” di Montevideo. Nuovo passo, nuova ripartenza, nuovo mettersi in gioco… e nuovi bisogni che vengono alla luce. In un quartiere così povero due sono le emergenze che si notano immediatamente: la sanità e la realtà giovanile abbandonata a se stessa. Laura si impegna in un Poliambulatorio e io mi concentro nella realizzazione di alcune cooperative  (ceramica, candele artigianali, saponi e sali da bagno…) che possano aiutare i giovani ad impegnarsi e a trovare una strada per crescere nella loro vita…

   

      Nel 2002 nasce il nostro primo figlio, William e, nello stesso anno, per una delle tante strade fantasiose della Provvidenza nasce anche la possibilità di aprire una nuova missione in Bolivia, a Santa Cruz de la Sierra. Il nostro desiderio di ascoltare questa chiamata del Signore e l’appello del Vescovo locale a costruire un Centro di Accoglienza per migranti interni fanno sì che, in tempi record (nel 2003) e con l’aiuto dei soliti e preziosissimi volontari, sorge e viene inaugurato “La Sonrisa” (“il sorriso”), un nome, un programma. Qui decine di mamme alla volta con i loro bambini possono trovare ospitalità per un periodo di tempo nel quale imparare qualche mestiere utile (taglio e cucito, cucina, costruzione di manufatti artigianali di diverso genere…), avere un’assistenza sanitaria di base e la possibilità di iscrivere i loro figli alla scuola.  Ma la missione affidataci non si ferma qui! Ci porta in giro per la foresta ad incontrare i villaggi dove vivono le donne che arrivano al Centro, ad istaurare con loro un rapporto di amicizia, di conoscenza e di aiuto… nascono in questi anni, in sequenza: una chiesetta in foresta (Maguè), un mulino (Pozo Colorado), una seconda chiesetta in foresta (Melea)… E, nel frattempo, ad allietare la vita della nostra famiglia ecco, nel 2005, la nascita di Corinne che, insieme a William, porta a 4 i volontari dell’Associazione presenti in forma stabile in missione. La collaborazione con la Chiesa Locale diventa sempre più stretta e il Vescovo ci affida, oltre alla pastorale dei migranti anche il compito di prenderci cura di una popolazione indigena, gli Ayorreos, per i quali, in questi ultimi cinque anni, abbiamo realizzato alcuni progetti per rendere più dignitoso il loro vivere. E, da ultimo (solo in senso cronologico), in questo quindicesimo anno di vita dell’Associazione, il nuovo Centro di Accoglienza per famiglie, sempre a Santa Cruz: un aiuto concreto ad una realtà profondamente in crisi nella società Bolivia, con tutte le difficoltà e le fatiche che si possono ben immaginare…

     

      Ma questi, anche se tanti, sono solo i progetti realizzati in 15 anni… La “missione” è molto di più! E’ fatta di volti, di storie, di incontri, di limiti, di sofferenze, di parole che possono aiutare e di parole che non si possono dire… La missione è vivere lontano dalle tue radici perché hai scelto di dire di Si a Qualcuno che ti ha chiamato a lasciare la tua terra e ad andare dove, fino a solo 16 anni prima, non avresti mai immaginato. Missione, per me, è avere incontrato sulla tua strada la persona giusta con cui condividere per tutta la vita questo disegno, con la quale costruire una famiglia, avere dei bambini meravigliosi che crescono “in missione”… dove la vita ha qualche difficoltà in più rispetto al tuo paese di origine. Missione è sapere di “poter contare” su persone che, per te e insieme a te, anche se lontani da te, condividono la tua stessa passione e, come riescono, cercano di aiutarti e di restarti vicino. Missione è essere mandato per poter dare una mano, anche a nome, e grazie al sostegno, di tante persone che ti aiutano dal tuo paese, a quei fratelli e sorelle che vivono una vita con molte più sofferenze e bisogni di quanti molte volte si possa immaginare…

      A 15 anni dall’inizio di questa meravigliosa avventura, mi sento di dirvi le parole che tante volte mi sono sentito ripetere nei villaggi che ho visitato: “non dimenticarti di noi”! E io, insieme a mia moglie, ai miei figli e agli amici dell’Associazione Aiuti Terzo Mondo, lo ripeto a te che hai avuto la pazienza di leggere fino a qui, “non dimenticarti di noi!” La tua preghiera, il tuo sostegno morale, la tua vicinanza e il tuo contributo anche materiale… sono un segno concreto, il più prezioso, del tuo partecipare alla nostra “missione”! Grazie di tutto,

Oscar Strazzi

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