|
15 ANNI DI
MISSIONE
Africa…
Chissà quante immagini vengono alla mente quando si legge
“Africa”! Per me e per mia moglie Laura, l’Africa è,
oltre ogni immaginazione, quel richiamo che Dio ha messo nel nostro
cuore per farci abbracciare un’avventura infinitamente più grande:
la missione. Dal 14 novembre 1994, data ufficiale della nascita
della nostra piccola Associazione Aiuti Terzo Mondo, tante persone ci
hanno conosciuto ed aiutato, condividendo, nelle forme più diverse,
un po’ di quell’essere missionario che riempie il nostro cuore e
le scelte della nostra vita. Il tutto parte da Bozoum, nel
cuore dell’Africa, dove la vita condivisa con la gente del
villaggio, insieme ai Padri Carmelitani e alle Suore ci ha portato
immediatamente davanti agli occhi i bisogni di tanti nostri fratelli e
sorelle che, necessitano di quello che per noi è basilare… ma là
non c’è. E’ così che nasce l’idea di costruire un “Centro di
Sanità” proprio a Bozoum e poi un’altro a Bossentelè…, una
scuola a Toumì, un Centro Professionale per donne a Baorò, un asilo,
un ponte, un allevamento di bestiame… Le idee certo non mancano e
tanti amici, da Lecco e da tanti altri luoghi del nostro paese
continuano ad aiutarci economicamente e ci sostengono venendoci anche
a trovare regolarmente per una serie di esperienze missionarie e di
campi di lavoro… Ormai tra l’Italia e la Repubblica Centrafricana
c’è un ponte che da 15 anni ininterrottamente collega persone di
culture completamente diverse, ma unite dall’Amore che non può
stare a guardare quando un fratello soffre per la mancanza di tutte le
cose per noi basilari nella vita di ogni giorno.
Nel 1999 la nostra famiglia sente il desiderio di crescere e,
nella prospettiva di poter dare un’educazione basilare ai figli che
Dio ci avrebbe donato, accanto al desiderio di aprire sempre più gli
orizzonti missionari dell’Associazione, inizia l’avventura in Uruguay.
Lasciare una terra che si è imparato ad amare e tante persone con cui
hai condiviso anni della tua vita non è mai facile… ma quando sai a
chi lasci quanto hai costruito con tanta fatica, anche partire di
nuovo per una nuova meta diventa un po’ meno faticoso. E’ così
che, assicurati tutti i progetti costruiti nelle mani fidate dei Padri
e delle Suore missionarie, arriva la forza per raggiungere il
“Barrio della Teja” di Montevideo. Nuovo passo, nuova ripartenza,
nuovo mettersi in gioco… e nuovi bisogni che vengono alla luce. In
un quartiere così povero due sono le emergenze che si notano
immediatamente: la sanità e la realtà giovanile abbandonata a se
stessa. Laura si impegna in un Poliambulatorio e io mi concentro nella
realizzazione di alcune cooperative (ceramica, candele
artigianali, saponi e sali da bagno…) che possano aiutare i giovani
ad impegnarsi e a trovare una strada per crescere nella loro vita…
Nel 2002 nasce il nostro primo figlio, William e, nello
stesso anno, per una delle tante strade fantasiose della Provvidenza
nasce anche la possibilità di aprire una nuova missione in Bolivia,
a Santa Cruz de la Sierra. Il nostro desiderio di ascoltare
questa chiamata del Signore e l’appello del Vescovo locale a
costruire un Centro di Accoglienza per migranti interni fanno sì che,
in tempi record (nel 2003) e con l’aiuto dei soliti e preziosissimi
volontari, sorge e viene inaugurato “La Sonrisa” (“il
sorriso”), un nome, un programma. Qui decine di mamme alla volta con
i loro bambini possono trovare ospitalità per un periodo di tempo nel
quale imparare qualche mestiere utile (taglio e cucito, cucina,
costruzione di manufatti artigianali di diverso genere…), avere
un’assistenza sanitaria di base e la possibilità di iscrivere i
loro figli alla scuola. Ma la missione affidataci non si ferma
qui! Ci porta in giro per la foresta ad incontrare i villaggi dove
vivono le donne che arrivano al Centro, ad istaurare con loro un
rapporto di amicizia, di conoscenza e di aiuto… nascono in questi
anni, in sequenza: una chiesetta in foresta (Maguè), un mulino (Pozo
Colorado), una seconda chiesetta in foresta (Melea)… E, nel
frattempo, ad allietare la vita della nostra famiglia ecco, nel 2005,
la nascita di Corinne che, insieme a William, porta a 4 i
volontari dell’Associazione presenti in forma stabile in missione.
La collaborazione con la Chiesa Locale diventa sempre più stretta e
il Vescovo ci affida, oltre alla pastorale dei migranti anche il
compito di prenderci cura di una popolazione indigena, gli Ayorreos,
per i quali, in questi ultimi cinque anni, abbiamo realizzato alcuni
progetti per rendere più dignitoso il loro vivere. E, da ultimo (solo
in senso cronologico), in questo quindicesimo anno di vita
dell’Associazione, il nuovo Centro di Accoglienza per famiglie,
sempre a Santa Cruz: un aiuto concreto ad una realtà profondamente in
crisi nella società Bolivia, con tutte le difficoltà e le fatiche
che si possono ben immaginare…
Ma questi, anche se tanti, sono solo i progetti realizzati in 15
anni… La “missione” è molto di più! E’ fatta di
volti, di storie, di incontri, di limiti, di sofferenze, di parole che
possono aiutare e di parole che non si possono dire… La missione è
vivere lontano dalle tue radici perché hai scelto di dire di Si a
Qualcuno che ti ha chiamato a lasciare la tua terra e ad andare dove,
fino a solo 16 anni prima, non avresti mai immaginato. Missione, per
me, è avere incontrato sulla tua strada la persona giusta con cui
condividere per tutta la vita questo disegno, con la quale costruire
una famiglia, avere dei bambini meravigliosi che crescono “in
missione”… dove la vita ha qualche difficoltà in più rispetto al
tuo paese di origine. Missione è sapere di “poter contare” su
persone che, per te e insieme a te, anche se lontani da te,
condividono la tua stessa passione e, come riescono, cercano di
aiutarti e di restarti vicino. Missione è essere mandato per poter
dare una mano, anche a nome, e grazie al sostegno, di tante persone
che ti aiutano dal tuo paese, a quei fratelli e sorelle che vivono una
vita con molte più sofferenze e bisogni di quanti molte volte si
possa immaginare…
A 15 anni dall’inizio di questa meravigliosa avventura, mi sento
di dirvi le parole che tante volte mi sono sentito ripetere nei
villaggi che ho visitato: “non dimenticarti di noi”! E io, insieme
a mia moglie, ai miei figli e agli amici dell’Associazione Aiuti
Terzo Mondo, lo ripeto a te che hai avuto la pazienza di leggere fino
a qui, “non dimenticarti di noi!” La tua preghiera, il tuo
sostegno morale, la tua vicinanza e il tuo contributo anche
materiale… sono un segno concreto, il più prezioso, del tuo
partecipare alla nostra “missione”! Grazie di tutto,
Oscar
Strazzi
INDICE
|