Nel 2001, accogliendo l'invito delle Suore Francescane con cui l'Associazione collabora sia in Africa che in Uruguay, si è aperta un'ulteriore prospettiva d'intervento di solidarietà: la costruzione di un Centro d'accoglienza a Santa Cruz, una delle principali città della Bolivia per estensione e sviluppo. Aiutiamo le persone che giungono da diverse regioni del Paese, costrette, per molteplici ragioni, ad abbandonare la propria Terra in cerca di una speranza, vivendo ai margini della strada in estrema povertà.

Per realizzare l'opera, l'Associazione lancia il progetto denominato "La corsa dei mille": l'idea è trovare 1000 persone che, offrendo una quota, ci aiutino a realizzare il progetto. La loro firma sarà scritta sul libro dei fondatori che, ad opera ultimata, rimarrà esposto nella casa di accoglienza.

La possibilità di aprire il Centro si fa più concreta e nel febbraio del 2002, pochi giorni dopo la nascita di William, Oscar, accompagnato da Don Silvio, si reca a Santa Cruz dove incontra la chiesa locale; con il Vescovo e gli altri gruppi missionari nasce da subito un ottimo rapporto di confronto e collaborazione.

 

La migliore conoscenza delle reali esigenze, degli usi e costumi della popolazione, ci portano a modificare il progetto iniziale, che prevedeva una struttura su due piani; si individuano alcune possibili aree ove edificare il Centro e si avvia l'iter burocratico e i permessi necessari per l'acquisto di un terreno.

In agosto Oscar torna per alcune settimane in Bolivia, dove acquista il terreno e dà inizio ai lavori con la posa delle fondamenta.

Nel dicembre del 2002 la famiglia Strazzi si trasferisce stabilmente dall'Uruguay in Bolivia.

Nell'ottobre del 2003, anche grazie all'aiuto prestato nei lavori di costruzione da un gruppo di volontari di Vignole e valli limitrofe, il Centro " La Sonrisa " ("Il Sorriso") viene ultimato.

La struttura è costituita da: mensa, cucina, bagni, lavanderia, cappella, infermeria e dormitorio. L'inaugurazione avviene con una cerimonia speciale nel mese di novembre alla presenza del vescovo Mons. Sergio Gualberti, di alcuni missionari e degli abitanti del quartiere.

Primo obiettivo è quello di accogliere i casi più complicati, soprattutto donne e bambini spesso con problemi di salute, rispondere alle emergenze offrendo un letto, un pasto ed assistenza sanitaria di base. Le persone sono ospitate per un tempo limitato. In questo periodo vengono curate, aiutate a cercare un lavoro, ed hanno a disposizione un'assistente sociale ed una psicologa per sostenerli in questi momenti di difficoltà, per preparare i documenti di identità e i libretti sanitari, perché possano inserirsi nel contesto socio-economico della città.

Un locale de " la Sonrisa " accoglie alcuni ragazzi del campo che, in questo modo, potranno venire a Santa Cruz per continuare gli studi.

Per responsabilizzare gli "ospiti" e occuparli in attività manuali utili per il futuro, Enrico, volontario di Vignole, ha costruito un grande forno per fare il pane, si è avuta inoltre la possibilità di lavorare un campo adiacente che abbiamo adibito alla coltivazione della juka, mais e legumi.
Con gli anni il Centro La Sonrisa è sempre più conosciuto nella realtà di Santa Cruz: parrocchie, istituzioni sociali, ospedali e comune ci chiedono di accogliere donne e bambini, adolescenti o famiglie con situazioni a rischio.
Per far fronte alle varie necessità in questi anni è stato indispensabile l'ampliamento della cucina e l'acquisto di una nuova grande lavatrice per garantire una maggiore igiene. Nel 2008 abbiamo fatto lavori di ristrutturazione nei bagni: inserito sanitari infantili, acqua calda e piastrellato le pareti.
Nel grande salone multiuso, oltre i consolidati laboratori di taglio e cucito e di candele, si alternano altre nuove attività tra cui: riciclaggio di carta, bigiotteria etnica, elaborazioni di borsette, cappelli e ceste di paglia. I diversi prodotti, ben rifiniti e confezionati, vengono venduti dalle donne stesse in piccoli mercati artigianali o dopo le celebrazioni all'uscita dalle Chiese.
Alle ospiti che, per molteplici motivi, devono prolungare la loro permanenza alla "Sonrisa" offriamo la possibilità di continuare la formazione iniziata al centro frequentando dei corsi esterni più specifici.
Tutte queste attività permettono loro di riacquistare maggior manualità, fiducia in se stesse e la possibilità di trovare un impiego che le renda indipendenti.
Rispondendo ad un'insistente richiesta di aiuto da parte di diverse madri del quartiere che, per guadagnarsi da vivere, sono costrette a lasciare da soli i loro bambini per buona parte della giornata, è nato nel centro un piccolo asilo: si è costruito un portico, abbellito con disegni, scaffali colorati, tavolini e seggiolini.
La spesa sanitaria con cui aiutiamo gli ospiti a curarsi è quella che incide di più sulle nostre uscite; i costi sono alti ed è praticamente impossibile preventivarli a causa delle emergenze. In questi anni abbiamo sostenuto finanziariamente diverse operazioni chirurgiche alle persone più povere delle comunità della savana; accogliamo inoltre gli ammalati oncologici e i loro familiari durante il periodo in cui devono sottoporsi alle cure chemioterapiche, sovvenzioniamo visite e farmaci alle persone ospitate.
Ne "La Sonrisa" si è dato priorità alle donne sole con figli, perché rappresentano la fascia più debole e drammatica della migrazione. Abbiamo sempre però sostenuto l'urgenza di aiutare la famiglia spesso in crisi e frequentemente disgregata dalla dura prova che il migrante deve affrontare, finalmente nel 2008, dopo varie peripezie, si è ultimata la costruzione del nuovo centro d'accoglienza per "famiglie" migranti. L'opera è costruita su due piani; al piano terra si trovano quattro appartamenti (ognuno composto da due stanze e un bagno) un locale mensa, la cucina, due uffici, una biblioteca; al primo, invece, sono stati costruiti altri cinque appartamenti, una grande lavanderia,un salone multiuso abbellito da un dipinto di Ivo, una spaziosa veranda e un appartamento per i volontari. In una struttura separata con entrata indipendente, si è realizzato il panificio, composto da tre ampi locali con ripiani e superfici d'appoggio completamente piastrellate per ragioni di igiene. Il gazebo con il dipinto della Sacra Famiglia e la grotta della Madonna, inseriti nel giardino anteriore, costituiranno uno spazio per il raccoglimento e la preghiera della comunità del centro. Con i fondi finora recuperati, per rendere confortevole e adeguato l'intero complesso, stiamo comprando i primi mobili e alcune apparecchiature. L'inaugurazione è prevista per la primavera 2009.

LE FAMIGLIE CHE VIVONO AI MARGINI DELLA FORESTA
Un'altra sfida che abbiamo raccolto è quella di incontrare famiglie disagiate di contadini che vivono in capanne isolate e fatiscenti, lungo le direttrici che da Santa Cruz vanno verso la foresta. Pur lavorando per conto dei latifondisti non riescono a garantirsi il necessario per la sopravvivenza; il nostro aiuto è iniziato portando viveri e farmaci.
Negli anni sono aumentati i villaggi che "visitiamo" e che richiedono la nostra presenza spingendoci ad entrare ancora di più nella foresta.
Chiesetta a MaguèCi riuniamo, discutiamo eventuali problemi cercando delle soluzioni e preghiamo insieme. E' stimolante vedere come le comunità siano molto attive ed operative: eleggono i responsabili, creano una cassa comune con un'attenzione particolare alle famiglie più bisognose, individuano e si impegnano nella realizzazione di piccoli progetti utili all'intero villaggio.
Nel 2007 nel villaggio di Maguè, è stata costruita una Chiesa voluta dalla
comunità, la gente ha partecipato in vari modi: preparando i mattoni, recuperando la sabbia e il legname, dando ospitalità ai muratori professionisti e ai volontari di agosto. Ivo ha affrescato la parete dietBenedizione mulinoro all'altare con un dipinto della Sacra Famiglia. Nel mese di maggio la Chiesetta è stata benedetta dal Vescovo Monsignor Gualberti, per l'occasione si è organizzata una grande festa a cui hanno partecipato anche le altre comunità rurali che seguiamo.
Tre mesi dopo è stato inaugurato il mulino costruito nel villaggio di Pozo Colorado utile per la brillatura del riso e per la macina. Con il 2008 si è dato vita ad un'importante attività a cui fanno riferimento tutte le valli limitrofe. Naturalmente non sono mancati i problemi dovuti a inesperienza nell'uso dei macchinari e all'organizzazione, disagi che si sono però superati con la pratica, la volontà e un buon lavoro di gruppo.
Procede a pieno ritmo, grazie anche alla partecipazione degli abitanti, la costruzione della Chiesa dedicata alla Madonna di Urukupina nel villaggio di Melea, dovrebbe essere ultimata per il mese di marzo.