Bolivia: storia

CentroLS8Nel 2001, si è aperta una prospettiva d’intervento di solidarietà: la costruzione di un Centro d’accoglienza a Santa Cruz de la Sierra, una delle principali città della Bolivia per estensione e sviluppo.

Le maggiori problematiche che vengono riscontrate nella terra boliviana  sono soprattutto di violenza su donne e bambini, povertà, emarginazione, difficoltà sanitarie “tipiche” di una paese in via di sviluppo.

L’idea è appunto quella di accogliere donne e bambini in grave difficoltà aiutandoli sotto ogni aspetto (morale e fisico) e accompagnarli in un percorso di graduale reinserimento nella società .

Vengono individuate alcune possibili aree in periferia ove edificare il Centro e si avvia l’iter burocratico e i permessi necessari per l’acquisto di un terreno.

Nel dicembre del 2002 la famiglia Strazzi si trasferisce stabilmente dall’Uruguay in Bolivia.

Nell’ottobre del 2003, anche grazie all’aiuto prestato nei lavori di costruzione da un gruppo di volontari di Vignole, il Centro ” La Sonrisa ” (“Il Sorriso”) viene ultimato.

Per realizzare l’opera, l’Associazione lancia il progetto denominato “La corsa dei mille”: l’idea è trovare 1000 persone che, offrendo una quota, ci aiutino a realizzare il progetto. La loro firma sarà scritta sul libro dei fondatori che, ad opera ultimata, rimarrà esposto nella casa di accoglienza.

La struttura è costituita da: mensa, cucina, bagni, lavanderia, cappella, infermeria e dormitorio. L’inaugurazione avviene con una cerimonia speciale nel mese di novembre alla presenza del vescovo di Santa Cruz de La sierra Mons. Sergio Gualberti, di alcuni missionari e degli abitanti del quartiere.

Successivamente, negli anni, crescono altre due importanti iniziative:

  • un lavoro di conoscenza e aiuto dei villaggi nella foresta circostante Santa Cruz, con la creazione di piccole cooperative, l’ascolto delle problematiche delle comunità, la realizzazioni di strutture utili ai villaggi.
  •  La costruzione di un secondo Centro: “La Fabrica de la Sonrisa” finalizzato all’accoglienza di giovani ragazze provenienti dai lontani villaggi della foresta  che desiderano frequentare l’università in Santa Cruz.