Uruguay

Da “GIORNALE di BORDO” Agosto 2001

Sabato 11 Agosto 2001

Racconto un brevissimo aneddoto: quando lavoriamo alla “Casa di Nancy” per far star zitto Alan, il figlio di 4 anni “que habla sempre, todo el dia”, gli diamo una caramella. La prima volta che lo abbiamo fatto, Alan ha gettato la carta per terra. Il nostro istinto era di fargliela raccogliere e farla gettare… dove?!?

La terra dove stiamo costruendo è immondizia, che senso ha raccogliere una carta di caramella?

Sappiamo che è sbagliato sporcare l’ambiente in cui viviamo, ma che senso ha un gesto “giusto” in un contesto che è tutto “sbagliato”?

Una cosa è certa: dobbiamo cambiare la nostra mentalità europea, dobbiamo vedere con occhi diversi quello che ci circonda, ma soprattutto dobbiamo liberarci di molti preconcetti che ci impedirebbero di capire, a cominciare dai piccoli gesti, come la carta della caramella.

 

Martedì 14 Agosto 2001

Ore 19,50. Finalmente inauguro anch’io questa raccolta di “pezzi di vita”, … un po’ in ritardo, ma “aqui” ci sono anch’io!!!

Sono “muy feliz” di poter vivere questa esperienza, in questo momento della mia vita, con questo spirito, con queste persone, in questo contesto!

Non so cosa succederà quando tornerò alla realtà che ho lasciato in Italia, non so cosa deciderò di fare… Fatto sta che non sono sicuramente la stessa persona che partì il 4/8 da Malpensa!… e il 31/8 non sarò la stessa persona che sono oggi!!! E’ bellissimo alzarsi tutte le mattine e sorprendersi ad emozionarsi ad una nuova alba, un giorno tutto intero che sta venendo a chiederti di essere vissuto al meglio che puoi!!! Così con questa serenità e pace voglio affrontare i prossimi giorni, certa che “la mano del Señor” è sulle nostre certezze!!! Oscar y Laura sono due grandi!! Sono tre passi “adelante”!!! A volte in loro mi sembra di vedere proprio Dio, e penso sia così!!!

Il mio grazie va a loro, ai miei compagni di avventura, all’Uruguay perché mi stanno permettendo di capire, di conoscere la vera Lory, quella che più mi piace!

Ok, è quasi ora di “comer… buon provecio!!!”

 

Martedì 21 Agosto 2001

C’è una cosa nella nostra comunità che mi sfuggiva fino ad oggi, qualcosa che la rende diversa dai gruppi, dalle comunità di “casa nostra”. Questo qualcosa è il rapporto incredibile che si è instaurato tra persone che neanche si conoscevano, o che si conoscevano poco. Mi rendo conto che quando si parla tra di noi, i discorsi non sono mai banali. Qui non è necessario parlare di calcio, del tempo, della TV, di cose già sentite e già dette, qui si va dritti al sodo, alle cose più vere che sentiamo nei nostri cuori e che quello che ci circonda ci suggerisce. Si parla anche di noi: chi siamo, perché siamo qui, cosa vorremmo fare della nostra vita.

Ciascuno è qui per un motivo diverso, ognuno ha le sue ragioni, ma insieme stiamo facendo qualcosa. Piccolo o grande che sia questo qualcosa ci accomuna e ci rende una vera Comunità con la “C” maiuscola.

Anche nelle difficoltà come sarebbe bello un mondo così! E come sarebbe bello riportare con noi a casa questa forza che ci sta tenendo insieme e condividerla, “compartirla” con le persone che ogni giorno incrociano la nostra vita.

Dire a chi incontriamo: ciao amico come va? Come spesso diciamo tra noi la mattina o la sera quando ci riuniamo insieme.

Disporci sempre all’ascolto dell’altro perché davvero ci interessa scoprire e capire chi è l’altro, per condividere, ridere, piangere e crescere insieme. Grazie a tutti per questa esperienza grande di condivisione che stiamo vivendo.

Siamo venuti per dare, stiamo invece ricevendo tantissimo, ci stiamo arricchendo della “ricchezza” che conta.

 

Giovedì 23 Agosto 2001

Partire alla mia età, con un gruppo di giovani ragazzi e ragazze per portare un piccolo contributo di solidarietà alla Missione di Oscar e Laura, è stata un’esperienza irripetibile.

Il gruppo si è subito ben amalgamato. Ci siamo divisi i compiti e abbiamo operato per raggiungere gli obiettivi prefissi:

– sistemazione di un laboratorio della Cooperativa “Avanzando”;

– costruzione di una stanza con servizi per una famiglia povera individuata da Oscar.

La parola “operativa” pronunciata più volte da noi, voleva dire per me dare senso alla mia vita.

Cercare e trovare Dio non è poi così difficile, lo troviamo spesso e volentieri nel prossimo. Dio si serve degli uomini, si serve di noi come se fossimo delle gocce di acqua in un oceano, per asciugare altrettante gocce di lacrime che scendono dal viso delle persone sofferenti, ammalate, abbandonate, senza lavoro…

Ciao a tutti.

 

L’esperienza di Matteo

 

[…] Grazie all’attività del Gruppo Missionario dell’Unità Pastorale Giovanile delle parrocchie Sacra Famiglia e San Giovanni Battista di Saronno, abbiamo avuto modo di venire a conoscenza delle attività di Oscar e Laura, tramite la loro diretta testimonianza. Colpiti da quanto ascoltato, soprattutto dalle personalità coinvolgenti dei nostri amici, abbiamo deciso di impegnarci concretamente e di toccare con mano la realtà conosciuta solo attraverso le diapositive ed i racconti dei due.

Siamo così partiti il 4 agosto 2001 da Malpensa, carichi di bagagli e di buoni propositi: un gruppo di giovani e meno giovani, ciascuno con le proprie aspettative e la propria carica di buona volontà, decisi a dare qualcosa, a migliorare la situazione. Ora, posso ben dire che abbiamo avuto molto di più: fare, abbiamo fatto poco, in compenso, un po’, siamo noi ad essere cambiati e, forse, migliorati. Nel concreto, oltre a vivere una bella esperienza di Comunità, abbiamo lavorato in alcuni contesti: chi nelle Cooperative per la fabbricazione di candele e ceramiche, chi in Policlinica, chi in casa e nel Barrio. Personalmente sono stato impegnato nella costruzione di una piccola casa che l’Associazione ha voluto fare per ospitare una persona che viveva in condizioni estremamente disagiate. Questa casa è stata edificata sul terreno messo a disposizione da una delle famiglie del Barrio, con cui abbiamo avuto modo di stringere un bel rapporto umano.

[…] La costruzione di questa casa ci ha impegnato per tutto il mese: ciò che importa, al di là dell’opera in sé, è stato il rapporto che siamo riusciti ad instaurare con la famiglia di Nancy. Alla fine del mese, ci hanno fatto dono di un piccolo pensiero che personalmente ha stravolto tutte le mie sicurezze: io, italiano fortunato, che attraversa l’Oceano per andare ad aiutare persone che hanno bisogno, me ne torno a casa senza avere dato nulla ma con una ricchezza in più. Nancy stessa, dagli sguardi stupiti di chi nel Barrio ci osservava, forse non comprendendo appieno cosa ci facessimo noi lì, dalla vita che tutti i giorni Oscar e Laura vivono nel Barrio, dai ragazzi della Cooperativa che ho avuto modo di incontrare e da quelli che, come me, hanno vissuto questa esperienza.

Mi rendo conto che risulta difficile esprimere a parole, quanto vissuto e provato. So soltanto che sono partito con tante idee, con tanto entusiasmo, con tante sicurezze e sono tornato cambiato, mettendo in discussione la mia vita, intesa come stile e modo di vivere, con qualche certezza in meno. Non so cosa ho lasciato là: non spetta a me dirlo. So cosa ho portato a casa. E questo mi basta.