Settembre 2017 – Aggiornamento Progetto Papaye

ABBIAMO ACQUISTATO IL NOSTRO CAMPO DI PAPAYE !!!!!!

Grazie alla forza di volontà di Oscar e Laura, grazie all’impegno di ciascun membro dell’Associazione e soprattutto grazie all’enorme sostegno delle persone che nel tempo si sono affezionate alla nostra missione, siamo finalmente riusciti a raggiungere il primo grande obiettivo!

Non vedevamo l’ora di condividere le prime foto del nuovo terreno, che si trova in una posizione centrale rispetto alle comunità rurali che vivono nella periferia di Santa Cruz:

 

Ma la strada è ancora lunga e tortuosa: dobbiamo raggiungere la seconda meta!

Come abbiamo scritto nell’ultimo aggiornamento, è importante completare la raccolta fondi per avere la possibilità di terminare positivamente il progetto.

Che cosa ci manca ancora?

 PRIMO OBIETTIVO ( Entro fine 2017 )

  1. una cisterna
  2. le fondamenta e un deposito
  3. i costi per l’irrigazione e l’approvvigionamento dell’acqua

Abbiamo seminato i primi semi nel semenzale. Le prime piantine stanno già crescendo e a gennaio verranno messe a dimora nel campo. Prima che avvenga ciò, risulta quindi necessario preparare un terreno fertile e provvedere all’irrigazione quotidiana delle piante. Si tratta di una fase critica per la loro crescita, che influenza in maniera decisiva la produzione futura di frutti.

 SECONDO OBIETTIVO ( Entro estate 2018 ):

  1. un auto/furgone per il trasporto delle papaye
  2. i costi per la gestione del progetto (fertilizzanti, fitofarmaci, ecc.)

In questo periodo avremo il primo di quattro raccolti previsti. Poter contare su un mezzo di trasporto significa non solo essere in grado di trasportare i frutti al mercato di Santa Cruz, che dista circa 40 km dal nostro terreno, ma anche poter sopperire a qualsiasi altra necessità che comporti uno spostamento dalla città al terreno stesso, e viceversa. È inoltre necessario continuare curare e mantenere in produzione le nostre piante, che, dopo quattro produzioni, necessiteranno maggiori cure colturali.

 TERZO OBIETTIVO ( Entro fine 2018 ):

  1. i fitofarmaci
  2. un esperto agronomo

È necessario mantenere sane e in attività le nostre piante, che dovranno essere sempre in salute e ben nutrite per continuare ad avere frutti in abbondanza e di buona qualità. Sarebbe opportuno avere anche una consulenza agronomica in loco, così da migliorare la produttività ed essere in grado di combattere prontamente ed efficacemente eventuali avversità (biologiche o climatiche).

Il prima possibile, una volta completati i punti precedenti:

  1. una recinzione (barda)
  2. la manodopera e i trasporti

Infine:

  1. due stanze in muratura (un laboratorio e un deposito per le marmellate)
  2. un bagno
  3. una recinzione di filo spinato
  4. una serra
  5. due frigoriferi

Insomma, il primo grande tassello è stato messo, ma…

Abbiamo bisogno di tutti per poter presto festeggiare la buona riuscita del progetto!!!

Come puoi  contribuire al progetto? Inviando la tua libera offerta

Quali sono le modalità per inviare una offerta?

Bonifico presso la Deutsche Bank sede di Lecco: IBAN IT08 B 03104 22901 000000001360

Bolletino postale CCP n. 10902229 – IBAN IT58 B 07601 10900 00001092229

Inserendo nella causale Nome Cognome indirizzo e la scritta “Progetto Papaye”

Ricordiamo che potrai detrarre nella prossima dichiarazione dei redditi l’importo devoluto, con cui avrai contribuito anche a:

  1. Coinvolgere nelle attività e nel lavoro le comunità che sosteniamo. Il terreno diventa occasione di un’occupazione fissa e redditizia sul territorio locale.
  2. Coinvolgere direttamente e in maniera attiva le ragazze universitarie che sosteniamo e ospitiamo ne “La Fabrica de la Sonrisa” , in particolare dare la possibilità alle ragazze che frequentano Biologia o Agraria di esercitare la professione per la quale stanno studiando e di dare un contributo importante alle comunità d’origine, rappresentando un esempio per la popolazione della comunità rurale.
  3. Con il ricavato della vendita delle papaye sul mercato di Santa Cruz) migliorare le condizioni di vita delle famiglie che vivono e che lavorano nelle comunità, e soprattutto sostenere le cure mediche (esami clinici, ricoveri ospedalieri e medicinali) sempre più sempre più spesso insostenibili con gli attuali fondi.