Patrizia, la prima laureata della “Fabrica de la Sonrisa”

Vogliamo condividere con voi la gioia e la soddisfazione per la prima laureata della “Fabrica de la Sonrisa”. 1 festa laurea PatriziaLa nostra Patrizia ha finito la facoltà di biochimica ed é riuscita a trovare subito un lavoro nel laboratorio di una clinica privata. Sicuramente é stata assunta per le sue capacità, la sua serietà, ma  senza dubbio hanno influito anche gli attestati dei seminari, esterni all’università, che le abbiamo dato l’opportunità di frequentare e che hanno reso più completo il suo curriculum. É stato emozionante ascoltare le sue parole di ringraziamento e il discorso di riconoscenza dei genitori, che hanno “scaldato” i cuori di tutti i presenti. Patrizia in particolare ha sottolineato l’importanza di essere cresciuta con principi morali e valori seri, presupposti  per costruire una società migliore. È questo uno dei  più importanti messaggi che abbiamo voluto condividere con la gente delle comunità rurali durante la “Giornata della Famiglia”, che, come tutti gli anni,  é stata un’occasione per sottolineare il cammino fatto e mettere in luce gli esempi positivi che possono servire da ispirazione e stimolo per le ragazze.

Nel 2016 altre nostre studentesse otterranno la laurea: due in scienze dell’educazione e una in biologia. In questo momento sono molto impegnate, stanno studiando intensamente per preparare gli ultimi esami e facendo praticantato. In particolare Marioly sta facendo, come stage, incontri con le famiglie delle comunità del campo 4 Don Andrea con universitariee con le madri della “Sonrisa”,affronta temi legati alla relazione tra genitori e figli, ai valori etici e argomenti più pratici come igiene sanitaria ed alimentare, il tutto in modo semplice e con dinamiche di gioco per facilitare la comprensione e l’apprendimento.

La “Fábrica de la Sonrisa” ospita ragazze provenienti da famiglie povere del campo, che dopo grandi sacrifici sono riuscite a diplomarsi, e permette loro di vivere in Santa Cruz e di frequentare l’università. É bello vedere come questa opera non dia frutti solo direttamente alle giovani che riescono a realizzare il loro sogno laureandosi, ma anche alle loro comunità d’origine,  riportano proprio lì ciό che hanno imparato, promuovendo attivamente lo sviluppo di queste zone che generalmente restano emarginate.

In questo momento lo sforzo più grande é diretto al progetto-pilota ”papaye”, che ha coinvolto direttamente le studentesse di agronomia e biologia. É stata importante la presenza di Davide, volontario agronomo arrivato da Bareggio, che ha guidato la fase più tecnica del mini-progetto, pianificando tappe di un eventuale sviluppo futuro della coltivazione e facendo l’analisi del terreno, necessaria per comprendere Campo Papayeeventuali debolezze nella crescita delle piante e per orientarne la successiva concimazione. Anche se su scala molto ridotta si é già potuto valutare positivamente la recettività del mercato locale, per la  vendita diretta dei frutti. Inoltre, coinvolgendo tutte le studentesse, é stata avviata anche la preparazione di marmellata che serve a gestire l’eventuale sovrapproduzione di papaye evitando qualsiasi spreco. Si sono fatti diversi tentativi, utilizzando qualità di limoni differenti che agiscono da conservante naturale e che arricchiscono il sapore finale del prodotto. Sono state fatte alcune prove anche utilizzando recipienti diversi, valutando costi, durata del prodotto e possibilità di vendita…

Il progetto-pilota papaye é stato un’ esperienza “ridotta”, ma molto importante e di grande aiuto per il futuro. Speriamo di riuscire a raccogliere i fondi necessari per poter sviluppare la produzione di papaye su più ampia scala. Abbiamo stimato che per dare un vero respiro a questa attività bisognerebbe coltivare un terreno di un ettaro … (Vedi progetto Papaye)