La Repubblica Centrafricana è posta ai margini settentrionali dell'area equatoriale dell'Africa e presenta una vasta zona di savana. Il paese è fra i più arretrati del continente: le attività agricole non assicurano l'autosufficienza alimentare.
Il sottosuolo offre pietre preziose, ma è sfruttato da multinazionali.
La popolazione, di circa 2,5 milioni di abitanti, vive nella stragrande maggioranza in condizioni di estrema povertà.
Alto è il tasso di natalità come quello di mortalità. Esteso è l'analfabetismo.
La situazione della regione attorno a Bozoum è fra le più tristi, non solo per le condizioni di fame, povertà e analfabetismo, ma anche e soprattutto per quelle sanitarie.
Da qui l'iniziativa di intervenire in questi ambiti.
SANITA'
Per
l'intera regione esiste un unico centro ospedaliero statale, che di ospedale
ha solo il nome, radicalmente insufficiente ed inadeguato per la popolazione.

Il primo progetto voluto da Oscar è stato la realizzazione di un centro sanitario: il 15 dicembre 1996 alla presenza della mamma di Oscar, viene inaugurato il dispensario intitolato al papà Gianpiero. A gestire il centro nel quale vengono assistite oltre cento persone al giorno, malate di lebbra, malaria, meningite, AIDS sono le Suore che vi si dedicano senza risparmio.
Un bianco padiglione spicca tra il verde della foresta equatoriale: cinque locali per medicazioni, piccoli interventi ambulatoriali, vaccinazioni.
Per la realizzazione dell'opera, hanno lavorato per circa un anno gli abitanti del luogo, ingaggiati come manovalanza per i lavori di muratura, mentre gli impianti tecnici sono stati realizzati nel periodo estivo da alcuni volontari della Associazione. Un gruppo di lecchesi e milanesi infatti, ha scelto di trascorrere qui le sue vacanze, condividendo la vita e collaborando alle attività delle missioni di Bozoum e di Bosséntélé, altro centro della regione a circa 80 Km da Bozoum.
All' inizio del 1997, entra in funzione il centro.
Viene dotato di medicinali ed attrezzature idonee per le principali analisi di
laboratorio necessarie per individuare le infezioni parassitarie e per la
ricerca della malaria molto diffusa in questo paese.

Il quotidiano contatto con la povertà della Africa stimola il desiderio di alleviare le miserie di queste persone.
Nasce così l'esigenza e l'urgenza, sollecitata dalle Suore Carmelitane di Torino che lavorano nel villaggio di Bosséntélé, di costruire un secondo dispensario. Il progetto realizzato anche grazie all'aiuto di sei volontari provenienti da Lecco e Romallo (TN), viene inaugurato il 12 ottobre 1997.
Intanto la diffusa presenza di ragazzi completamente disabili nell'uso delle gambe spinge l'Associazione a promuovere la iniziativa per dotarli di un velò, una sorta di triciclo con il sistema di trasmissione collegato al manubrio. Questo permette loro di essere autonomi negli spostamenti e di poter frequentare la vita del villaggio. Grazie ad un gruppo di amici (Bruno, attuale referente all'interno dell'Associazione per l'Africa e alcuni ragazzi del luogo), è sempre possibile provvedere alla revisione e alla dotazione dei velò.
Nel 1998 un controllo oculistico promosso dall'Associazione ha riscontrato la necessità di eseguire diversi interventi di cataratta. Il costo dell'intervento è abbastanza elevato, si decide così di aiutare i più bisognosi, facendosi carico delle spese.
Le due strutture ad oggi funzionanti sono gestite dai Missionari, periodicamente revisionate e mantenute dall'Associazione.
LE SCUOLE
La
carenza della scuola pubblica è grave, per questo uno degli obiettivi che
l'Associazione si è prefissata, è quello dell'istruzione.
Ci si è
indirizzati su due versanti: la realizzazione di strutture, il sostegno
scolastico con l' istituzione di adozioni a distanza e borse di studio.
La necessità di una scuola per i bambini sparsi nei numerosi villaggi della savana si era evidenziata da sempre, dietro richiesta delle Suore Francescane del Verbo Incarnato, viene costruita a Toumì a 40 Km da Bozoum, con la collaborazione di volontari provenienti da Lecco e Milano e di abitanti del villaggio. La scuola ha avuto un grande successo, tanto che, l'elevato numero di iscritti obbliga alla divisione dell'orario scolastico: alcune classi frequentano le lezioni il mattino, altre il pomeriggio.
Terminata l'edificazione della scuola, la gente del luogo ha avanzato il desiderio che anche la Chiesetta del villaggio venisse riparata; a lavori ultimati la Chiesa viene impreziosita da pitture realizzate da un artista locale.
Viene inoltre costruito un Centro Professionale a Baorò, destinato alla istruzione delle donne, perché è opinione comune dei missionari che l'Africa comincerà a camminare; quando la condizione della donna che attualmente gode di pochi diritti cambierà. La scuola prevede un corso di tre anni, dove si insegnano: i principi basilari di igiene, alimentazione e sanità per affrontare i piccoli e grandi problemi con cui la gente è costretta a convivere quotidianamente, taglio e cucito per offrire alle donne più dotate e volenterose un'opportunità lavorativa all'interno del villaggio, si approfondiscono poi le materie di base.
L'Associazione
è attiva e costantemente attenta alle esigenze della popolazione. Avendo
constatato che anche i bambini di età inferiore ai 6 anni, durante la giornata
vengono di fatto lasciati a se stessi, si è pensato di realizzare un asilo,
vecchio desiderio dei Padri della Missione di Bozou
m. Il progetto nasce
considerando tre dati di emergenza: l'alto tasso di mortalità dai 3 ai 6
anni, i bambini piccoli incustoditi, l'assoluta mancanza di norme igieniche;
per questo motivo anche ai genitori vengono impartite lezioni di educazione
igienico sanitaria.
L'apprezzamento per il funzionamento dell'asilo di Bozoum, inaugurato nel 1999, è testimoniato dalle numerose iscrizioni. Si è provveduto, per la gioia dei bambini, a posizionare alcuni giochi nel cortile, tra cui uno scivolo, una giostra girevole e alcuni cavallucci a molla.
Il sostegno alla formazione culturale si è concretizzato anche in borse di studio per giovani universitari. La possibilità di far studiare questi ragazzi è di grande importanza, in quanto essi saranno la garanzia per il futuro del loro paese. Abbiamo aiutato Erik, un ragazzo ormai laureato in legge; Norbert che ha frequentato la scuola di meccanica presso la Missione di Baorò; Nicole che, dopo un corso di specializzazione come analista di laboratorio e un periodo di servizio presso il dispensario, sta frequentando con Maurice un corso parauniversitario infermieristico a Bangui.
LA COOPERATIVA DI ALLEVAMENTO
Con l'intento di aiutare l'Africa con l'Africa, è stata costituita una cooperativa di allevamento: si è recintato un terreno per il pascolo, quindi, con le quote sottoscritte dai soci, si sono acquistati una ventina di vitelli che sono stati vaccinati ed affidati alla cura dei ragazzi del villaggio.
La Cooperativa ha funzionato proficuamente per alcuni anni; poi, a seguito della morte del Presidente e l'insorgere di alcuni problemi gestionali, la stessa è stata sciolta.
L'esperienza di un allevamento gestito direttamente da soci centrafricani è stata l'unica in tutto il Paese. L'andamento della Cooperativa è stato comunque gratificante e questo ha fatto sperare in un miglioramento culturale delle persone che vi hanno partecipato.
IL PONTE

Bozoum è un grosso paese di 18.000 abitanti che vivono in capanne dai muri di fango essiccato al sole. Durante la stagione delle piogge, da maggio a ottobre, il monsone mette a dura prova la loro stabilità e spesso ingrossa i corsi d'acqua che allagano parte dell'abitato e rendono impraticabile un ponte che collega due zone del paese, isolandole.
Con l'abbondanza tipica delle precipitazioni tropicali, l'acqua talmente battente alza il fiume a livelli tali da far scomparire ogni traccia dell'esistenza di una strada.
Così nel 1998 si decide la costruzione di un ponte... , sembra solo una lunga fila di pietre per scavalcare uno dei tanti infossamenti, ma per gli abitanti di Bozoum è quasi una tangenziale, un sicuro bypass per dirigersi dal confine nord verso la Capitale.
Ed è la certezza di non rimanere bloccati per giorni e di portare carichi e persone a destinazione. E' stato costruito anche con il contributo della parrocchia e dell'amministrazione comunale di Civate. La Caritas parrocchiale si era impegnata per un intero anno a raccogliere fondi con varie iniziative, mentre il Comune aveva attuato la legge sugli aiuti alla cooperazione, che permette alle amministrazioni locali di destinare fondi ai Paesi in via di sviluppo.
NUOVI ORIZZONTI
Dal 2000 la Associazione è presente anche in un altro continente: il Sud America. Inizialmente in Uruguay e successivamente in Bolivia.
L'Associazione non intende abbandonare il popolo africano, per continuare insieme quel cammino di comunione e solidarietà che ci ha uniti in tutti questi anni. L’impegno della Associazione continua garantendo aiuto e sussidio.
Le suore presenti assicurano il buon funzionamento dei dispensari, monitorando e comunicandoci le esigenze più urgenti, per permetterci la spedizione mirata di materiale e farmaci.
I Padri visionano l’andamento di asilo e scuole con un’attenzione particolare all’educazione dei più piccoli e delle donne.
Le nostre attività possono così contare su un prezioso contributo in termini di esperienza, volontà e coraggio. Come già ribadito in più occasioni, per l’Associazione è prioritario assicurare, in collaborazione con i missionari, l’aiuto alle fasce più indifese e deboli della popolazione, nonostante le difficoltà che tale impegno può comportare.
I PROBLEMI POLITICI DELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Il 2003 è stato un anno molto travagliato per la Repubblica Centrafricana. Il Paese è passato attraverso la tragica esperienza di una guerra civile, con le conseguenti inevitabili sofferenze, che questa vicenda ha comportato per la popolazione. Nel mese di maggio il conflitto è terminato, con la instaurazione del nuovo Governo.
Durante il periodo degli scontri armati, le missioni cattoliche hanno rappresentato l'unico rifugio per la popolazione, ma purtroppo non tutte sono state risparmiate dalla devastazione: quella di Bozoum è stata seriamente danneggiata. I ribelli l'hanno costituita quartier generale, hanno cacciato i missionari e hanno depredato tutto, lasciando, alla fine dell'armistizio, solo i muri a testimoniare la completa spoliazione messa in atto dai guerriglieri.
Anche le opere dell'Associazione dispensario, asilo e scuole hanno subito il medesimo destino, con l'asportazione di tutte le attrezzature, mobilio, materiale sanitario e didattico.
Appena possibile, i missionari sono rientrati cercando di tornare alla normalità. L'Associazione ha già provveduto ad inviare le prime e più urgenti apparecchiature per il ripristino delle attività.
Con l'inizio del nuovo anno scolastico 2003/2004, nonostante una certa precarietà, l'asilo e la scuola hanno ripreso le loro attività e, con l'arrivo del primo lotto di materiale inviato, anche il dispensario potrà riaprire.
Nonostante le elezioni politiche del 2005 con insediamento del Presidente e di un governo ufficialmente riconosciuto dalla Comunità Internazionale, in questi anni la situazione politica del Paese ha suscitato apprensione e preoccupazione anche a causa dell’attivazione e del numero sempre crescente di gruppi di ribelli che effettuano incursioni nei villaggi e assaltano i veicoli che transitano sulle principali vie di comunicazione. I civili sono le vittime di queste aggressioni.
Gli scontri e le violenze
hanno costretto migliaia di persone ad abbandonare le loro case… a Bozoum sono
almeno 11.000 i profughi che nel 2007 hanno trovato
accoglienza. Per far fronte
a questa urgenza nel Centro di sanità è stato assunto
un nuovo infermiere che
affianca le Suore nell’assistenza dei malati.
L’asilo, le scuole e il centro professionale di Baorò, funzionano a pieno ritmo.
Dal 2007 è partita anche la I° classe del secondo ciclo scolastico, dove sono iscritti 33 ragazzi tra i più volenterosi che avevano terminato, con risultati soddisfacenti, la scuola primaria.
Nel 2008, considerando i buoni risultati ottenuti e il numero degli iscritti, è
partita una nuova prima classe, mentre gli alunni dell’anno precedente sono
passati in seconda, portando così a due le classi della scuola media.
Prevediamo con l’anno scolastico 2009/2010 di garantire il completamento del
ciclo, fornendo una ulteriore occasione di crescita culturale ed educativa ai
ragazzi.